domenica 28 agosto 2011

Armi di distrazione di massa

Ci siamo arresi.
E' stata una decisione sofferta, ma poi alla fine abbiamo ceduto...
Da quando ci siamo sposati io e Ilaria siamo sempre stati felici non-possessori di TV. Non ci siamo mai pentiti di questa scelta di vita (soprattutto nelle rare occasioni in cui ci è capitato di vedere qualche frammento di italico palinsesto...) e Francesco e Bianca sono cresciuti praticamente immuni dalle vari mode gormitiche.
Per chi non ci conoscesse: non è che abbiamo bandito le immagini in movimento dalle nostre vite... qualche bel film sul PC ce lo siamo sempre visto e magari qualche cartone animato dai nonni è sempre stato ben accetto.
Adesso che abbiamo cominciato a cimentarci con lo svedese e la scuola (seguirà post sul tema prima o poi), da più parti ci è stato consigliato l'apprendimento passivo della lingua attraverso l'aggeggio infernale.
Questo, sommato al fatto che - a quanto pare - il canale per i bambini (SVB se non sbaglio) non trasmette pubblicità, ci hanno convinto a fare il fatidico passo.
... e adesso cominceremo anche a pagare il canone!
Ecco i primi effetti all'esposizione catodica
Cercheremo di non rimbecillirci troppo (ma si sa: "la televisiùn la ga 'na forsa de leùn"); se dovessimo soccombere e ridurci a vedere Studio Aperto, sparateci!
PS: di buono c'è che adesso possiamo di nuovo ascoltare dei CD... "The dark side of the moon" suona proprio bene con il nuovo impiantino
;)

domenica 21 agosto 2011

I hate shopping!

E sì che mi avevano avvisata, quindi avrei dovuto aspettarmelo! Però ci sono rimasta comunque male... Niente di grave o di irrecuperabile, lo so. Ma è venerdì pomeriggio, il venerdì pomeriggio di una settimana abbastanza intensa, piove e sembra novembre (e in Italia ci sono 35 gradi...) e tu pensi: "Beh, chissenfrega, che tanto adesso vado dalla parrucchiera!"

E un'ora e mezza dopo esci dalla parrucchiera (dopo aver speso un disastro, per di più!!!) pensando che così conciata potresti al massimo partire per il servizio militare assieme a soldato Jane e che avresti dovuto capirlo quando la parrucchiera ti ha chiesto: "Is it common in Italy that women have short hair?" Sì, lo è, e le parrucchiere li sanno tagliare, i capelli corti!!! Vabbé, ricresceranno... (Nota: Bianca deve aver capito che aria tira, perché ha cominciato a dire che vuole lasciar crescere i capelli!)

Pensavo comunque che mi sarei rifatta della delusione con una medicina infallibile per qualsiasi donna: lo shopping! Così sabato mattina (stessa pioggia, stessa sensazione che sia novembre, tanto più che le scuole iniziano lunedì quindi l'estate è definitivamente andata), sabato mattina, dicevo, siamo andati a fare spese. Volevo qualche maglia nuova, adatta al clima autunnale, e un nuovo paio di scarpe! Insomma, quale donna non si sentirebbe in pace col mondo con un nuovo paio di scarpe?

Volete saperlo? All'entrata del centro commerciale dovrebbero scrivere: "Lasciate ogni speranza, o voi ch'entrate!". Perché oltre ai completi da pioggia per i bambini (di quelli sì, c'è ampia scelta!) non sono riuscita a trovare un solo capo d'abbigliamento, anche solo da provare!! Non so se era peggio la combinazione dei colori (messi vicino dal puro caso) o i modelli (delle specie di cose informi che cadono da tutte le parti). E le scarpe? Posso solo presentarvi alcuni dei modelli esposti...


O preferite il modello "scarpone da montagna con tacco a spillo"?


A voi la scelta...

lunedì 15 agosto 2011

Capitani coraggiosi!

Guardando la Svezia dall'alto, arrivando in aereo, o percorrendo le strade principali in macchina, si nota immediatamente la differenza con l'affollata Italia. In Svezia c'è un sacco di spazio tra i singoli paesi, spazio che non viene generalmente occupato da zone industriali ma da boschi, foreste e moltissimi laghi di tutte le dimensioni. Inoltre molti svedesi amano vivere a contatto con la natura e diversi miei colleghi abitano a qualche km di distanza da Söderköping, in qualche gruppetto di case isolate in mezzo ai boschi. Così ho chiesto informazioni ai colleghi in questione e venerdì abbiamo abbandonato le rotte conosciute (ovvero Söderköping - Norrköping e Söderköping - Linköping!) per andare alla ricerca di un posto da picnic.Allinea a sinistra

Grazie al mio proverbiale senso dell'orientamento,
ci abbiamo messo quasi un'ora per trovare il lago Skiren (e per scoprire al rientro che si trova a soli 17 km da casa nostra, se solo si fa la strada giusta!). Poco male, comunque, perché la strada valeva da sola il viaggio! Dopo varie peregrinazioni, abbiamo finalmente trovato l'indicazione per questo laghetto. Abbiamo percorso qualche decina di metri di strada sterrata e poi... strada chiusa e nessun lago. Ma
dopo aver percorso pochi passi a piedi in mezzo al bosco... che spettacolo! Il sentiero si apriva improvvisamente su un prato, una quercia secolare e il bellissimo laghetto!

Il commento di Tina è stato: "E' così che uno si immagina la Svezia!" Ma la cosa più sorprendente sono stati Francesco e Bianca, che probabilmente si stanno trasformando rapidamente in piccoli svedesi. Infatti gli stessi bambini che non vogliono fare il bagno a Bibione perché "l'acqua è fredda, non voglio bagnarmi!" hanno voluto fare il bagno nel lago e avevano l'aria di divertirsi un mondo!

Il giorno dopo, abbiamo continuato la nostra perlustrazione dei dintorni e siamo andati a Linköping MA NON ALL'IKEA!! Questa volta abbiamo visitato la città, che ha una splendida cattedrale medievale e un bel centro (decisamente più interessante del centro di Norrköping, ad essere sinceri...). Abbiamo anche visitato Gamla (=vecchia) Linköping, un quartiere cittadino del XIX secolo ricostruito poco fuori dal centro.


Insomma, abbiamo approfittato di due giornate di sole dopo una settimana piuttosto grigia per esplorare i dintorni di Söderköping assieme alla mamma e alla sorella di Alberto che hanno passato la settimana da noi. Niente paura: già ieri (domenica) è tornata la pioggia e oggi a noi quassù al Nord sembra tutto fuorché Ferragosto! Anzi, proprio oggi i piccoli hanno cominciato l'asilo (Bianca) e il Fritids (Ciccio), ma di questo vi parleremo in un altro post...



domenica 7 agosto 2011

Pomeriggio all'italiana

Cos'hanno in comune un veterinario, un'insegnante, qualche medico, un'infermiera, un paio di ingegneri e altrettanti informatici, un metereologo, un lavoratore autonomo e una serie di bambini e ragazzi di tutte le età riuniti a mangiare un delizioso tiramisù? Beh, sono tutti italiani in Svezia con cui abbiamo passato un sabato pomeriggio davvero piacevole.

Prima di partire per il nord, cercavamo su internet informazioni sulla scuola in Svezia e siamo capitati sul blog di Silvia e Gabriele, per poi scoprire che Gabriele è originario di Latisana e abita a Norrkoping! Tramite loro abbiamo conosciuto Michele e Tiziana, anche loro provenienti dalla nostra regione ed emigrati in Svezia da circa un anno assieme alle loro bimbe, Lisa ed Emma. Sabato Michele festeggiava il compleanno ed è riuscito a creare una splendida occasione di incontro con un bel gruppetto di italiani che vive in questa zona.

Una delle prime cose che ha detto Bianca è stata: "Finalmente dei bambini che parlano in italiano come noi!" e penso che questo renda perfettamente il loro stato d'animo. Hanno giocato per almeno 4 ore assieme agli altri bimbi, correndo, inventando giochi con niente e tornando vicini solo per mangiare!

Ma per me e Alberto è stato altrettanto piacevole conoscere le storie delle altre persone che hanno deciso di lasciare l'Italia per venire a vivere in Svezia, sentire i loro racconti, le difficoltà, le differenze...

Per la nostra famiglia è stato diverso: noi non abbiamo deciso di prendere e venire via, abbiamo accettato una proposta di lavoro, per un tempo determinato. Siamo partiti sapendo già dove avremmo vissuto e lavorato. Io non ho cambiato azienda, e nemmeno capo, sono solo in un'altra società del gruppo che oltretutto conoscevo già bene. E' vero che se ci avessero chiesto di partire, che ne so, per l'Ungheria, forse non avremmo detto di sì. La Svezia ci è sempre piaciuta, e ci piace l'idea di far fare un'esperienza ai nostri bambini in questo paese. Ma non credo che saremmo mai stati capaci di prendere e partire, così.

Per questo è stato ancora più bello poter ascoltare chi invece ha fatto una scelta diversa, una scelta cercata e voluta, non capitata. E diciamo la verità: forse chi vive in Svezia da tempo non sente la mancanza di quelle cose che ti fanno sentire a casa. Ma noi siamo qui da poco e per me è stato davvero... "rilassante" poter parlare nella mia lingua per commentare la solita politica italiana piuttosto che le abitudini o i cibi svedesi, mangiare il tiramisù e bere il caffè (quello vero).
Quindi grazie a Michele e Tiziana!

Ok, sono il cliché dell'italiano all'estero che va a cercarsi la pizza. Ma domani ricomincerò con l'inglese, circondata dallo svedese (e sicuramente imparerò anche lo svedese), mangerò qualcosa con salsa e patate in mensa e berrò il caffè-brodo. Ma per un pomeriggio è stato bello sentirsi un po' a casa. Insomma, sono proprio d'accordo con Bianca!

venerdì 5 agosto 2011

L'estate sta finendo...

Dopo due settimane di fermo totale in questi giorni la Svezia si sta rimettendo velocemente all'opera.
Fa ancora caldo e non possiamo ancora dire che l'autunno sia alle porte, ma dappertutto ci sono segnali che ormai l'estate svedese è entrata nella sua ultima fase.
Tanto per cominciare gli sciami di motárs con le loro rombanti Harley sono scomparsi dalla città; la migrazione è avvenuta prevalentemente nello scorso fine settimana: un casino che non vi dico fino a tarda sera...
Sospetto che gli stessi che prima andvano in giro coi motoroni si stiano convertendo in Raggare (...per chi non se li ricordasse dalla prima edizione di SwedeNews: http://en.wikipedia.org/wiki/Raggare), infatti il numero di carcassoni anni 50 in circolazione sta aumentando.
la passeggiata sul canale

Altro segnale: il Göta Kanal è sempre meno affollato e si vedono meno turisti a zonzo; ci hanno garantito che Söderköping è tanto vivace e popolosa in estate quanto tranquilla e desolata in inverno.
Terzo segnale: alle 22 il sole non c'è più!
Quarto segnale: anche la statale che passa vicino a casa nostra non è più intasata di gente che rientra dall'arcipelago ed è tornata ai volumi di traffico consueti.
Quinto segnale: Bianca e Francesco cominciano ad annoiarsi di giocare, giocare e giocare e sotto sotto aspettano di cominciare la scuola (tra una decina di giorni).
Ultimo segnale: la programmazione radiofonica comincia a rianimarsi un pò!! Non mancano le tamarrate ma finalmente c'è un po' di movimento!
:)
Fine degli aggiornamenti... si va al parco giochi!!!

PS: qualcuno in famiglia non vede l'ora che arrivi anche un po' di freddo per "screare" i piumini....