domenica 30 ottobre 2011

Una giornata particolare (ovvero: asili e doposcuola in Svezia)

Qualche giorno fa, anzichè andare in ufficio, sono andata a lavorare al Musikanten, l'asilo (dagis) di Bianca e doposcuola (fritids) di Francesco. Sveglia alle 6.20 e via in bici, per iniziare il turno di lavoro che va dalle 6.45 alle 16! Il Musikanten è infatti una cooperativa gestita da genitori: non si pagano quote per i bambini e i ragazzi, nemmeno per i pranzi, ma si presta la propria attività per un paio di giorni al mese. Oltre a questo, i genitori fanno parte dei vari gruppi di lavoro: c'è il gruppo che organizza le manutenzioni, quello che gestisce le pulizie (pulizie grosse una volta al mese circa, oltre alle pulizie giornaliere, fatte sempre dai genitori), la squadra che organizza le feste, quella che si occupa di pubblicizzare l'asilo, quella che programma i turni di lavoro e il gruppo "economico". Il principale sponsor del Musikanten è comunque il Comune di Söderköping, che oltre a pagare lo stipendio delle maestre, dà un contributo per ogni bambino iscritto all'asilo.

Naturalmente non esistono solo gli asili cooperativa, ci sono anche asili gestiti dal Comune (o più raramente da privati). In questi si paga una quota mensile, ma da un sondaggio con i miei colleghi, al massimo ho sentito parlare di 800 SEK al mese, circa 80 EUR. Quando ci siamo ritrovati a scegliere l'asilo per Bianca, abbiamo pensato che sarebbe stato bello per lei avere uno di noi due all'asilo un giorno ogni tanto. Inoltre c'era la possibilità che Francesco avesse il doposcuola nella stessa struttura, quindi i nostri bimbi avrebbero potuto contare uno sull'altro nei pomeriggi e nei giorni di vacanza.

Gli asili/doposcuola (non so quale sia la definizione più corretta in italiano...) restano aperti anche quando le scuole sono chiuse, per venire incontro alle esigenze dei genitori che lavorano. Il Musikanten chiude circa 3 settimane d'estate e per il resto dell'anno è sempre aperto. L'asilo ospita bambini da 1 a 6 anni (in Svezia infatti non c'è l'asilo nido), divisi in gruppi a seconda dell'età. L'orario di apertura è dalle 6.30 alle 17, in linea con gli orari di lavoro, che vanno generalmente dalle 7 / 7.30 alle 16 / 16.30. Ribadisco: in linea con gli orari di lavoro!! Gli orari sono flessibili: si possono portare i bambini a qualsiasi ora e riprendere a qualsiasi ora all'interno dell'orario di apertura, l'orario può essere modificato in base alle esigenze (basta chiaramente informare l'asilo). Aggiungo inoltre una nota da sviluppare in un post dedicato: se i bambini si ammalano, uno dei genitori può restare a casa, a spese dello stato. E' sufficiente che il genitore che prende il permesso si colleghi al sito dell'ente previdenziale svedese (Försäkringskassan) e inserisca nell'apposita sezione il corrispondente svedese del codice fiscale suo e del bambino ammalato e riceve a casa i moduli da compilare e far compilare a scuola per avere il rimborso per le giornate di malattia del bimbo!



Tornando alla mia giornata speciale: con il ritardo derivante dai miei geni italiani, sono arrivata in asilo alle 6.50. A quell'ora in asilo c'era già una maestra con alcuni bimbi del  fritids che aspettavano la colazione prima di andare a scuola. Se pensate che sia decisamente troppo presto per essere in asilo, sono assolutamente d'accordo (io crollavo dal sonno...)! Ma la maggior parte dei bambini esce di casa prima delle 7 e va appunto al fritids o al dagis.


Il mio primo compito consisteva nel preparare la colazione come da indicazioni (in svedese) riportate sul frigo, per cui ho bollito uova, tostato pane, affettato peperoni e cetrioli e portato il tutto in tavola assieme a burro, prosciutto e latte. Dopodichè ho messo in lavastoviglie e pulito la cucina. A quel punto erano arrivati tutti i piccoli, mentre i grandi sono partiti verso le rispettive scuole. La mattinata è stata la parte più piacevole: ho letto storie (in svedese, chissà cosa mai hanno capito i bimbi...), ho assistito a canzoni, merenda, giochi, osservando stupita quanto svedese ha imparato Bianca in questi mesi! E' davvero bello immergersi nell'attività giornaliera dei bambini all'asilo, tanto più che i piccoli sono abituati ad avere qualche genitore oltre alle maestre, quindi non ne sono particolarmente stupiti. Almeno un'ora è stata spesa all'aperto: in Svezia si esce con qualsiasi tempo, a qualsiasi età. I bambini sono sempre fuori, coperti con tute da pioggia o da neve a seconda della stagione, a rotolarsi nell'erba, nella sabbia, nelle foglie secche, nel bosco, nelle pozzanghere o dovunque ci si possa sporcare fino ai capelli. Non esagero. Mi chiedevo come facesse Bianca a sporcarsi i giubbotti sotto le ascelle. Ho scoperto che una delle sue attività preferite ("Mamma, vieni che ti faccio vedere una cosa bellissima!") è rotolarsi dalla collina dell'asilo con le braccia sopra la testa...

Il pranzo (preparato dalla cuoca, non da me!) è alle 11.15, poi per me è iniziato il giro a recuperare i bambini del fritids tra le varie scuole di Söderköping. Con un elenco di nomi di scuole, nomi di bambini e orari di uscita (che andavano dalle 12.30 alle 15) sono andata in primo luogo alla ricerca delle scuole, e in secondo luogo alla ricerca di bambini che non conoscevo e che non conoscevano me (e ricordo che il mio svedese è MOLTO limitato)! "Non preoccuparti, mi ha detto la maestra, sono abituati a cercare genitori con un'espressione smarrita!"
Io ero terrorizzata: vagavo davanti alle scuole, con la paura di prendere i bambini sbagliati e sicuramente con un'aria molto sospetta, finchè non appariva un bambino (biondo) che mi guardava con aria interrogativa. Io gli chiedevo se era Herman, Melker, Rebecka, Robin, ecc.ecc., lui o lei annuiva e io gli dicevo "Jag är Francescos mamma", lui o lei ri-annuiva e li portavo al Musikanten. Tra i vari bambini da recuperare c'erano anche Francesco e il suo amico Emil, ma quando sono arrivata c'era solo Francesco che mi ha detto allegramente "Emil è andato a casa a piedi". Ma io ce l'avevo nell'elenco!!!!!!! Quando sono tornata al Musikanten (preoccupatissima), una delle maestre mi ha detto "Ah, è vero, un giorno a settimana va a casa!". Beata serenità! Inutile dire che io ho tentato, senza riuscirci, di immaginare una scena simile in Italia...


Tra un giro e l'altro ho pulito tutti i bagni. Poi c'è stata la merenda (che ho fatto assieme a Francesco, nella parte del fritids), ho pulito la cucina e poco dopo le 16 sono andata a casa con i miei bimbi. Mentre pulivo la cucina, alcuni bambini che hanno compiuto gli anni recentemente, tra cui Francesco, hanno avuto il loro regalo, che consisteva in un massaggio rilassante ai piedi!


E' bello sia per me che per Alberto avere la possibilità di passare una giornata con i bambini nel loro ambiente, poter vedere i loro progressi nell'inserimento, la loro straordinaria capacità di adattamento. E' sfidante per noi combattere con lo svedese, cercare di capire le istruzioni appese ovunque ("Chissà se sto facendo qualcosa di sbagliato...") e cercare di farsi capire da bambini per niente preoccupati dal fatto che noi non parliamo la loro lingua. Forse ci sentiamo più stranieri in questi momenti che in tutti i giorni in ufficio, capiamo meglio i nostri piccoli che non possono cavarsela con l'inglese e li guardiamo ammirati perchè hanno vinto e continuano a vincere ogni giorno le loro piccole battaglie per poter comunicare.




sabato 15 ottobre 2011

Ilarità!

Dal momento in cui ho iniziato ad avere rapporti con la Svezia, mi sono resa conto di quanto sia difficile per gli svedesi scrivere correttamente il mio nome. La versione più diffusa in assoluto è Illaria (con due "l") seguita da Iliara (anagramma) e Illiara (combinazione delle due precedenti). Qualche settimana fa ho sentito un consulente svedese chiedere al collega danese: "How do you spell 'Ilaria'?" (Come si scrive 'Ilaria'?). L'altro, evidentemente in difficoltà, ha risposto: "I think it starts with 'E', then 2 'L'...". A quel punto sono intervenuta!

Dopo qualche mese passato qui in Svezia, però, ho capito che è sufficiente che io pronunci il mio nome come "Ilooo-ria" e magicamente lo trovo scritto giusto!

Con il mio cognome è un po' più dura, ma comunque in ambito lavorativo in Svezia si usa molto più il nome proprio che il cognome. E come in tutti i paesi anglosassoni, i dottori sono solo i medici e non ci sono ing., rag., dott., prof. ecc. ecc.

Tornando allo spelling del mio cognome: anche in Italia ho spesso trovato "Cicuttin" scritto nei modi più disparati, ma una cosa del genere supera qualsiasi fantasia: guardate la scritta sottolineata! Proprio stavolta che il nome era scritto giusto!


martedì 4 ottobre 2011

il Giorno delle Ciambelle di Cannella

... traduzione letterale di Kanelbullens Dag che cade il 4 ottobre (proprio oggi!).
Ad essere maliziosi sembra una cavolata, buttata lì da qualche fornaio per vendere qualche dolcetto in più, e invece (come tutte le altre Tradizioni) è qualcosa da prendere molto sul serio a queste latitudini!
Più o meno ogni mese si porta dietro qualche data speciale che gli svedesi festeggiano orgogliosamente (il prossimo mese toccherà ai classici biscottini alla cannella, poi sarà la volta di S.Lucia). Si tratta in gran parte di invenzioni recenti (il Kannelbullens Dag risale al lontano ...1999) ma che sono incredibilmente diffuse e radicate nella società svedese, e la cosa più incredibile è che non sono (solamente) trovate commerciali, ma si ha come l'impressione che si tratti di qualcosa di atavico, sacro, patriottico.
Sta di fatto che anche noi ci siamo adeguati (e volentieri perché questi dolcetti sono ottimi) e ci siamo fatti una scorpacciata sia in occasione della pausa merenda (altra istituzione nazionale di cui magari un giorno parleremo) in azienda, che stasera per festeggiare l'onomastico di Ciccio...
Chiunque di voi volesse sapere che sapore hanno, è invitato a venirci a trovare! ;-)

PS: se non vi basta la pagina wiki in svedese potete leggervi anche questo: kanelbullensdag.se; é sempre divertente usare Google Translate