lunedì 23 gennaio 2012

É arrivato l'inverno!!!

Ci siamo: durante lo scorso fine settimana la Svezia si è finalmente ricoperta di neve!
C'erano state un paio di nevicate a dicembre e qualcosina una decina di giorni fa ma adesso sembra che l'inverno sia finalmente arrivato.
Così sabato siamo andati a fare incetta di pattini, elmetti e slittini e via a slittare sul Göta Kanal ghiacciato!

(Nota: come già era successo in autunno con le attrezzature da pioggia per scuola e asilo, è un'impresa capire tutto quello che serve per gli sport invernali e dove si può reperire!)
Mentre Ilaria con i pattini ai piedi è una scheggia, per i pargoli era la prima volta... e se la sono cavata decisamente bene.
Io invece per stavolta sono stato a guardare (ho le ginocchia troppo scassate e non ho idea di come si faccia!) e scattare qualche foto agli atleti.

Domenica mattina, mentre venivano giù degli stupendi fiocchi, abbiamo preso la macchina e siamo andati a fare un giro sul lago Skiren con l'amico/collega/compagno di sventure Giovanni... lo strato di neve rendeva il lago poco pattinabile ma lo spettacolo era stupendo!!
W la neve!!!

mercoledì 18 gennaio 2012

Vård av barn (ovvero: come fare se i bimbi si ammalano)

In questi giorni Bianca e' ammalata (niente di grave: soliti malanni di stagione). E come si fa se entrambi i genitori lavorano e non ci sono nonne, nonni, zii, zie, o aiuti di vario genere a portata di mano? Uno dei due genitori deve restare a casa. In Italia questo significa: prendere ferie, permessi o, in alternativa, andare dal pediatra e richiedere un certificato che attesti che il bambino ha bisogno delle cure di uno dei genitori. In quest'ultimo caso si ha diritto a permessi non retribuiti.

In Svezia invece i genitori possono prendere permesso dal lavoro per vård av barn (cura dei bambini) e questo tempo non e' retribuito dall'azienda ma dalla previdenza nazionale all'80% dello stipendio. In termini pratici funziona cosi': il genitore che rimane a casa va sul sito della Försäkringskassan (l'istituto di previdenza svedese), inserisce nell'apposita area il proprio personnummer (l'equivalente del codice fiscale) e quello del bambino, e dopo qualche giorno riceve (per posta o via email) un modulo da compilare con l'indicazione del numero di giorni in cui si e' rimasto a casa ad occuparsi del bambino malato. Rispedisce il modulo alla Försäkringskassan e in breve tempo riceve direttamente sul conto corrente l'importo che gli spetta. Semplice, no?

E non solo: il genitore ha diritto a questo "beneficio" anche nel caso in cui sia costretto a restare a casa perche' si ammala la baby sitter o la persona che normalmente di prende cura del bambino. Inoltre si possono prendere permessi per parte della giornata, oppure i genitori possono alternarsi (in questi giorni io e Alberto lavoriamo a turno, infatti: un giorno lui, un giorno io, poi un giorno e mezzo lui, poi io, ecc. E' bastato che andassimo entrambi sul sito e compilassimo due richieste per vård av barn). Poi ognuno di noi riportera' i giorni o le mezze giornate in cui e' stato a casa.

Se volete saperne di piu', date un'occhiata qui (tranquilli, e' in inglese!).

Chiaramente tutti accedono a questi permessi: operai, impiegati e  dirigenti, mamme e papa', indifferentemente. I bambini sono ammalati? Si sta a casa, e' normale, e' un diritto. E la famiglia, qui, viene prima del lavoro, per lo Stato e per le singole persone, quindi nessun capo ti dira' mai: "Non riesci a combinare in altro modo?". Noi ci preoccupiamo, ci scusiamo ("Mi spiace, non posso venire domani, ho i bambini malati."), ci sentiamo in colpa... Ma qui non c'e' affatto questo atteggiamento: faremo un altro giorno, un'altra volta!

C'e' anche il rovescio della medaglia: in certi periodi dell'anno, l'assenteismo per cura dei bambini mette davvero in difficolta' le aziende. Improvvisamente tutti spariscono, non c'e' abbastanza personale in fabbrica, non si riescono a pianificare riunioni perche' manca sempre qualcuno. Ma, a quanto pare, questo preoccupa piu' noi stranieri che lavoriamo qui che i colleghi svedesi, che per cultura e per atteggiamento, accettano con tranquillita' anche questi rallentamenti!

PS: a proposito di malattie... i nostri amici Silvia e Gabriele, che vivono nella vicina Norrköping, hanno riportato sul loro blog qualche interessante considerazione medica! Date un'occhiata...



domenica 15 gennaio 2012

...e finalmente parliamo di scuola!

Francesco ha iniziato scuola ormai da qualche mese, ma non abbiamo ancora raccontato niente del panorama scolastico svedese perche' prima di farlo, volevamo cercare di andare un po' oltre la prima impressione.


In Svezia i bambini iniziano la scuola vera a propria a 7 anni. In realta' a 6 anni fanno un anno di "prescuola" (förskola), in cui giovano con lettere e numeri, senza l'obiettivo di imparare a leggere, scrivere o contare. Quindi, dato che Francesco ha proprio 7 anni, ha fatto la prima elementare in Italia e la sta rifacendo qui in Svezia. Questo fatto ha dato a lui la possibilita' di dedicarsi interamente all'apprendimento dello svedese e ha dato a noi modo di confrontare, commentare, sezionare due sistemi scolastici completamente diversi.

Talmente diversi che per ora non ce la sentiamo di dire quale sia il migliore. Ecco alcuni aspetti a confronto:
  1. L'orario scolastico e' piu' o meno lo stesso: la scuola inizia alle 8.10 e finisce alle 12.40. Il tempo poi si allunga nelle classi successive. Ma le lezioni sono solo dal lunedi' al venerdi' (non credo siano rimasti molti paesi al mondo ad avere scuola anche il sabato...) e nel tempo sono comprese la ricreazione e la pausa pranzo (intorno alle 11). Inoltre un giorno alla settimana si fa lezione nel bosco (con qualsiasi tempo), si fa ginnastica, doccia inclusa, due volte a settimana, quindi il tempo passato sul banco e' davvero minimo. I miei colleghi sono rimasti stupefatti all'idea che i bambini italiani siano in grado di restare seduti in classe per quasi 5 ore al giorno, 6 giorni alla settimana!
  2. I compiti non ci sono. Niente da colorare, da ripetere, da copiare. Solo qualche paginetta da leggere ogni settimana.
  3. I voti non ci sono. Non si danno giudizi ne' pagelle fino ai 12 anni, quando i ragazzi sono in sesta.
  4. Ogni bambino (ad esclusione dei bambini stranieri) ha un percorso e obiettivi individuali. Quindi, fermi restando alcuni obiettivi generali (lettura, scrittura, ecc...), il livello di raggiungimento di questo obiettivo viene fissato in base all'attitudine del bambino.
  5. Il materiale viene fornito interamente dalla scuola: quaderni, matite, colori, libri...  Le scuole svedesi non possono chiedere soldi alle famiglie, nemmeno per le gite. Quindi i genitori possono organizzare una lotteria, un loppis o qualsiasi altra ttivita' per raccogliere fondi oppure possono decidere di contribuire. Ma anche in questo caso il contributo e' assolutamente libero e mai obbligatorio.
  6. La classe di Francesco e' composta da 25 bambini (le classi sono generalmente numerose), ma ci sono sempre 2 maestre in compresenza e, nel caso specifico, una maestra di sostegno, Quindi spesso la classe viene divisa in 3 gruppi da 8/9 bambini che lavorano con una delle maestre. Inoltre Francesco ha una maestra di svedese dedicata a lui e al suo compagno islandese per 2 giorni alla settimana.
  7. Il metodo di insegnamento e' molto diverso da quello italiano: i bambini lavorano sulle singole lettere e sui numeri, ma non viene speso molto tempo per ogni nuovo simbolo. Al tempo stesso vengono introdotti concetti piu' complicati: ad esempio in una delle lezioni nel bosco i bambini hanno misurato gli alberi per introdurre i concetti di metri, centimetri e di equivalenze. Viene data molta importanza all'attivita' fisica e alla conoscenza della natura circostante (saper riconoscere gli alberi, ad esempio). Inoltre a partire dalla terza i bambini fanno anche falegnameria e cucito (sia maschi che femmine), perche' anche le attivita' pratiche hanno un ruolo centrale nell'educazione. Dalla quarta c'e' anche la possibilita' di fare musica e di imparare a suonare uno strumento.
  8. I rapporti tra insegnanti e famiglie sono gestiti in gran parte tramite emails (metodo molto comune nella tecnologica Svezia): ogni giovedi' riceviamo la veckobrev, la lettera della settimana, con il riassunto di quanto fatto e il programma e gli avvisi per la settimana successiva. Possiamo scrivere o telefonare liberamente alle maestre, per parlare di qualsiasi cosa. Inoltre nel primo quadrimestre abbiamo avuto un incontro di classe e un incontro individuale. Va detto che per il fatto che i bambini non portano mai a casa i lavori fatti a scuola, spesso non sappiamo realmente cosa stiano facendo...
Alcune piccole cose ricordano la scuola italiana di quando io ero bambina: la foto di classe, ad esempio, che viene fatta ogni anno a tutte le classi e a tutti i bambini. Nelle case svedesi e' facile vedere una serie di foto incorniciate dei figli, tutte con lo stesso sfondo, che partono dall'asilo e arrivano alla scuola superiore. Oppure le vaccinazioni gestite a scuola (perche' ogni scuola ha la sua infermiera).



Altre cose sono invece tipiche di questo paese: gli svedesi amano cantare in ogni occasione quindi ogni scuola ha il suo inno o i suoi inni!
Oppure, i bambini a scuola sono scalzi, cosi' come a casa propria o altrui. Del resto non e' difficile capire che se tutti entrassero con le scarpe quando nevica ci sarebbe il disastro.

Un'altra curiosita' e' che qui a Söderköping tutte le scuole sono situate in vie senza uscita, generalmente strette, con il limite di 30 km/h e una serie di rallentatori. E naturalmente sono tutte raggiunte da ottime strade ciclabili, quindi e' piuttosto comune vedere bambini e ragazzi che vanno o tornano da scuola non accompagnati.

Tornando agli obiettivi della scuola, e' evidente che la scuola svedese punta all'uguaglianza e non all'eccellenza. Non esistono scuole speciali (o sono rarissime) riservate a geni o presunti tali. Ma indubbiamente e' un sistema che da' a chiunque, a qualsiasi eta', la possibilita' di studiare, perche' la scuola non e' un costo, a nessuna eta' e a nessun livello.

domenica 8 gennaio 2012

Tillbaka!

Vacanze Friulane finite: siamo tornati al campo base!
Sono state due settimane molto intense, in cui abbiamo rivisto moltissimi amici e parenti; avendo dovuto anche lavorare nel mezzo purtoppo non siamo riusciti a salutare proprio tutti (e approfitto di questo post per mandare un abbraccio a chi non siamo riusciti nemmeno a contattare).
Ieri notte siamo atterrati nuovamente in suolo svedese e la prima cosa che abbiamo notato è che nonostante i 2 gradi sotto zero e la neve che ci aspettava, il freddo si sente molto meno che in Italia.
La seconda riscoperta l'ho fatta oggi a pranzo: la pasta è più buona in Italia!! Anche usando la Barilla che si trova in tutti i negozi non c'è niente da fare: saranno i fornelli elettrici, sarà una qualità diversa per l'estero, ma qui non si riesce a cuocerla al dente :-(
Terza cosa da segnalare: dal 21 dicembre ad oggi le giornate si sono già allungate notevolmente e viene buio quasi alle quattro!!
Stamattina Francesco e Bianca hanno fatto un sopralluogo nel parco giochi che abbiamo sotto casa per vedere se era ancora tutto ok...

Adesso siamo carichi e pronti per affrontare l'inverno svedese!