mercoledì 29 febbraio 2012

Medici in prima linea

In questi 8 (!) mesi ho avuto a che fare con il sistema sanitario svedese per ben tre volte, non male...
La prima in ottobre - se ricordo bene -  quando le maestre ci hanno chiamati da scuola perché Ciccio durante la lezione nel bosco si era affettato un dito mentre toglieva la corteccia ad un legno (cose che i bambini fanno comunemente anche in Italia, vero maestre all'ascolto?).
Niente di grave ma meglio dare un'occhiata se servivano dei punti.
Così ho mollato il lavoro e sono andato a recuperarlo e assieme siamo andati al Vårdcentral, che è una via di mezzo tra un poliambulatorio, i servizi sociali del comune e il pronto soccorso.
Siamo arrivati, siamo passati per l'accettazione (dove di fatto basta comunicare il "personnummer" che è l'analogo del codice fiscale) e nel giro di una ventina di minuti eravamo con un'infermiera che ha visitato il dito sanguinante (già ampiamente riemarginato a dire il vero, grazie alla giovane età del soggetto).
Ci ha visti anche una dottoressa che ha confermato la non gravità del caso; qualche cerottino un antibiotico per evitare infezioni e arrivederci!
Secondo episodio: in dicembre (mentre Bianca era a casa con l'influenza) ci hanno chiamati nuovamente dal bosco (aridaje!) perchè Ciccio era gonfio e pieno di prurito...
Altro viaggetto al Vårdcentral, personnummer, stessa infermiera gentile (che però adesso poteva parlare direttamente con il paziente in svedese), dottoressa e diagnosi: rush allergico probabilmente dovuto ad un virus. Cura: antistaminico in attesa che sparisca l'arrossamento alla faccia ed il prurito (ci sono voluti 3-4 giorni).
Anche stavolta quindi tutto risolto in mezz'oretta e senza spendere una corona (tranne l'equivalente di 3 euro per l'antistaminico e l'antibiotico)
La terza volta è toccato a me; nessuna urgenza per fortuna. Con l'età che avanza mi ritrovo con le ginocchia sempre + doloranti e mi sono deciso ad andare da un medico per un controllo.
La procedura è la seguente: si accede al sito del sistema sanitario regionale e si chiede un appuntamento telefonico, specificando numero di telefono e l'immancabile personnummer.

Il servizio ti dice: "ti possiamo chiamare alle 15:30, ti va bene?"; (sono le 14:30) clicco su ok e dopo un'ora - puntuale - suona il telefono.
L'infermiera/centralinista non se la sente di parlare in inglese così mi tocca sfoggiare il mio traballante svedese... in qualche modo ci capiamo e le spiego sommariamente i sintomi.
Appuntamento tra 8 giorni all'una con il dottor TalDeiTali, presentarsi alla cassa, la visita costa 150 corone (17€).
Passa la settimana e mi presento all'ora convenuta per pagare la visita...
Lei è il sig. Savani? salve! no, niente contanti può pagare solo con la carta di credito... ecco fatto, si accomodi e la verranno a chiamare.
Dopo neanche 5 minuti il dottore arriva in sala d'aspetto e mi invita ad entrare nella sua saletta. I medici del vårdcentral sono dei medici generici ma hanno la preparazione per effettuare delle piccole visite specialistiche e diagnosticare le malattie più comuni. Infatti il dottor TalDeiTali mi ha fatto una visita molto accurata constatando che crociati e menisco sono ok e che si tratta di un problema di cartillagini risolvibile con la fisioterapia.
E qui comincia il bello... piano di azione: mi ha prescritto un antiinfiammatorio, ha richiesto telematicamente una visita specialistica a Norrköping e mi ha dato il numero del centro di riabilitazione del vårdcentral, scusandosi perché loro accettano solo contatti telefonoci.
Cinque minuti dopo ero in farmacia dove mostrando la mia carta d'identità hanno recuperato la prescrizione che il medico aveva già inviato loro; una settimana dopo sono andato dalla fisioterapista che sapeva già tutto di me e qualche giorno più tardi mi è arrivata una lettera (nel sistema sanitario non c'è ancora il mio indirizzo email) della clinica specialistica di Norrköping che mi informava che a breve avrei ricevuto una seconda comunicazione con data e ora dell'appuntamento (nel giro di tre mesi... hanno liste d'attesa lunghette).
Dopo tre settimane dalla visita la fisioterapista ieri mi ha richiamato per sapere come stavo e fissare un nuovo appuntamento... le ginocchia sono ancora traballanti ma lei mi ha detto che ci vorrà un po' di tempo per rimettere la muscolatura in ordine...
PS: se vi interessa l'argomento leggetevi questo e questo post sul vårdcentral, questo sulla guardia medica e questo sulle emergenze, scritti dall'amica Silvia - che in un vårdcentral ci lavora!!

sabato 11 febbraio 2012

La piccola falsaria

Quando i nostri bambini sono all'asilo/doposcuola, quando non sono impegnati a slittare e pattinare, spesso si mettono a fare lavoretti da portare poi a casa.
All'inizio siamo passati per la fase "falegnameria", e ci siamo riempiti una stanza di legnetti inchiodati in ogni maniera. Dopodiché è stata la volta delle collane di perle (Ilaria adesso ne ha una decina). Adesso siamo nel momento dei lavoretti di carta e delle buste con dentro disegni (non so per quale "giro" all'asilo ne hanno a pacchi.
Così qualche giorno fa Francesco ha portato a casa 4 buste con i nomi dei componenti della famiglia e dei simboli strani; alla sera ha fatto un'estrazione stile tombola in cui in base al simbolo si vincevano delle "monete" di carta; finita l'estrazione (in cui ho vinto con un colpo di scena pilotato dal pargolo), ognuno poteva aprire la sua busta e godersi i disegni.
Il giorno dopo Bianca si è portata a casa altre 4 buste con altri simboli scarabocchiati e ci ha fatto lo stesso gioco (anche stavolta ha "vinto" il papà e Ciccio si è incavolato perché a lui ha dato pochissimi punti e spesso scritti all'incontrario).
Nella stessa settimana Francesco si è inventato un aereo di carta e scotch, che volava veramente e all'occorrenza poteva sganciare dei quadratini di carta da una tasca per "confondere i nemici" (non ricordo se erano bombe o altro).

Il giorno dopo la falsaria colpisce ancora ed ecco un altro aereo di carta ispirato al modello originale.
Ma il clou doveva ancora arrivare... l'altro giorno Ciccio mi ha portato a casa una busta con dentro un bellissimo disegno di un tramonto sul mare, con tanto di riflessi sull'acqua.

Gli abbiamo fatto i complimenti per il bellissimo disegno e l'abbiamo appeso sul frigo con una calamita.
Bianca con nonchalance ha osservato il lavoro e - puntuale - ecco arrivare il giorno dopo una riproduzione (dedicata anche alla mamma, tanto per non sbagliare).

Che coppia! Speriamo che Bianca non si metta a taroccare l'iPad...
PS: vi lascio immaginare il carico di lavoretti, zainetti, pattini, slitte, caschi e foglietti che ci riportiamo a casa ogni sera... mi servirebbe un cammello!

lunedì 6 febbraio 2012

Thank you for the music!

Se c'è una cosa che mi piace della Svezia è l'amore per la musica!
Ovviamente dopo il trasferimento quassù, ho iniziato a sentire la mancanza del mio amato coro. Per fortuna Marianne, l'insegnante di svedese di Francesco, che è anche maestra di musica e scrive testi per compositori svedesi, mi ha trascinata a cantare assieme a lei.


Da ottobre faccio parte del coro di Söderköping, o meglio di uno dei tre cori del paese. Se poi andiamo a vedere le frazioni, ci sono almeno altri due cori nei dintorni. Ogni Chiesa, ogni sala parrocchiale o ricreativa, perfino la mensa della nostra azienda ha un pianoforte. Nella maggior parte dei casi si tratta di un pianoforte a coda, naturalmente. Le Chiese poi hanno, in aggiunta, almeno un organo, più spesso due.

E poi cantano tutti: ci sono canzoni tipiche per ogni occasione e sembra che tutti le conoscano. Le scuole hanno i cori e l'insegnamento della musica è diffuso in generale. Ovviamente niente da invidiare alla storica tradizione musicale italiana, con la grande differenza che anche in questo caso si percepisce la disparità di risorse tra le due nazioni: in Svezia fare i musicisti o gli insegnanti di musica non significa fare la fame o accontentarsi di qualsiasi occasione per suonare ma fare un lavoro come un altro, pagato dalla scuola, dal Comune o dalla parrocchia (sì, la Svenska kyrkan è il datore di lavoro dei maestri dei cori parrocchiali!).

In questi giorni poi è iniziato il melodifestivalen, un po' l'equivalente svedese del festival di Sanremo, con la differenza che spesso i brani sono in inglese e che, anziché essere concentrato in una settimana e in una città, si tiene ogni sabato per 6 settimane in diverse città della Svezia. Tutti ne parlano e le mie colleghe mi hanno consigliato di farlo vedere ai bambini, in modo che non si sentano esclusi dalle conversazioni!

Comunque, casomai ve lo stiate chiedendo, gli Abba continuano ad andare alla grande! La radio trasmette un loro brano quasi ogni giorno. E poi c'è anche l'estremo opposto: heavy metal (davvero molto molto heavy!) sparato a palla dalle macchine che passano sgommando sulle strade ghiacciate.

Per finire un consiglio: se andate a sentire un concerto, anche se è il coretto dei bambini dell'asilo, non sognatevi di applaudire fino a che l'esibizione non è finita! Non vorrete mica farvi passare per i soliti italiani?

PS: Anche Francesco e Bianca hanno iniziato a cantare nel coro di bambini "Små toner"! Speriamo solo che i risultati siano diversi da questi :)




domenica 5 febbraio 2012

Indovinello...

Vivendo e lavorando all'estero è inevitabile venire in contatto con altri stranieri. E da un collega straniero (indovinate di che nazionalità...) siamo venuti a conoscenza di qualcosa di cui non avremmo mai e poi mai immaginato l'esistenza. Riuscite a capire di cosa si tratta e soprattutto a cosa serve? Al vincitore una confezione omaggio!


PS: Non è ammesso gogglare!!!